L’opera d’arte più nota di Bra è senza dubbio la chiesa di Santa Chiara, progettata da Bernardo Antonio Vittone. Si trattava del monastero delle clarisse, monache di S. Chiara. La chiesa veniva utilizzata come chiesa conventuale in cui le monache ascoltavano la messa attraverso la grata e con il coro partecipavano con i canti alla funzione. Per le clarisse l’architetto sabaudo sperimenta una struttura esterna che lasci presagire allo spettatore le meraviglie che lo attendono oltre la soglia. Questo edificio riassume le ricerche che Vittone aveva condotto  sul tema della molteplicità spaziale e del suo rapporto con la luce. I lavori iniziano nel maggio del 1742 e dopo sei anni la chiesa è finalmente aperta.

 

Analisi

Capolavoro dell’architettura rococò piemontese, stupisce ancora per l’arditezza della doppia cupola traforata e per la splendida disposizione delle aperture calcolata allo scopo di creare particolarissimi effetti luminosi all’interno della Chiesa. All’interno le proporzioni allungate guidano lo sguardo mentre la luminosità aumenta rapidamente fino al soffitto traforato. L’originalità di questa chiesa con mattoni a vista è il pronao mentre l’ingresso che lo segue è stato aggiunto dopo, nel ‘800. L’unicità interna è data dalla cupola doppia e traforata definita “diafana” per la sovrapposizione di 2 cupole, dove la cupola inferiore, attraverso dei buchi, permette di vedere i dipinti della cupola superiore. La chiesa presenta una pianta quadrilobata, cioè simile a un quadrifoglio. Il pavimento marmoreo rispecchia fedelmente le decorazioni che sono presenti nella cupola. Questo pavimento non fu voluto dal Vittone ma risale al 1942 ed è l’elemento più moderno della chiesa. Santa Chiara è forse l’opera giovanile più completa dell’architetto. Di fronte al problema cupolare egli realizza una soluzione che supera l’idea guariniana della cupola diafana. Costruisce cioè un velo di volta sottile e lo dispone prima della cupola stessa, quasi a separare simbolicamente il mondo terreno dal regno celeste. I dipinti sono stati realizzati dal pittore braidese Pietro Paolo Operti che, con Taricco di Cherasco, ha partecipato all’abbellimento della Bra seicentesca e settecentesca. Questi dipinti che decorano l’interno sono impreziositi dai giochi di luce prodotti dalla doppia cupola. Gli stucchi del fusto delle colonne e delle lesene sono invece del pittore piemontese Bernardino Barelli. Le due acquasantiere sono state scolpite più tardi dai fratelli Quarone di Lugano su disegno originario del Vittone. Santa Chiara segna per l’architetto il primo progetto per una chiesa conventuale che deve soddisfare le esigenze pratiche e spirituali dell’ordine delle Clarisse. Quest’ordine cerca, attraverso la propria chiesa, di stabilire un contatto con la comunità cittadina. Vittone, in risposta a questa necessità, usa tutti i gioiosi ornamenti per infondere all’edificio il senso di accoglienza e di riserbo tipico della filosofia delle devote.

 

Bibliografia:

-“Il voluttuoso genio dell'occhio : nuovi studi su Bernardo Antonio Vittone” a cura di Walter Canavesio, testi di Umberto Bertagna, ed. L’Artistica

-Brochure turistica “Operazione città aperte: I paesi delle Langhe, del Roero e del Monferrato aprono le porte.”, curata da IDEAZIONE s.r.l. e TURISMO IN LANGA

-Dispense per corsi di guida turistica 2009

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