La cappella della Sacra Sindone è un’opera architettonica situata a Torino. La sua costruzione venne affidata a Guarino Guarini nel 1668, il quale sconvolse completamente i progetti preesistenti ideati da Carlo di Castellamonte, a cui erano stati affidati nel 1694. Guarini basò il nuovo progetto su una pianta interna circolare e una esterna quadrata comunicante con il Palazzo Reale e con il Duomo.

 

Analisi

La cappella è costruita in modo da avere un’elevata luminosità interna. La distribuzione della luce all’interno della cappella è stata oggetto di un importante studio; si possono ritrovare infatti tre zone con diverse luminosità: la scalinata di accesso è in penombra, La zona dei vestiboli è in semi-penombra ed infine la zona della cupola è ricca di luce grazie alla presenza di finestroni e aperture superiori. Sopra alla base si innalza un tamburo esagonale realizzato in mattoni. Ad ognuno dei sei muri laterali corrisponde un finestrone ad arco incorniciato da lesene. La copertura della cappella è sorretta da costoloni che sono decorati da urne in pietra, inoltre dai costoloni hanno origine linee arcuate che denotano una chiara influenza orientale. La sommità della cupola è chiusa da un tamburo finestrato e prolungato verso l’alto con una struttura a cannocchiale. Per accedere alla cappella bisogna attraversare due portali in marmo nero posti ai lati dell’altare che introducono a due scalinate semicircolari che a loro volta conducono a due vestiboli circolari delimitati da colonne in marmo nero. Da qui è possibile accedere alla cappella vera e propria, il pavimento presenta un disegno in marmi neri e bianchi che converge verso il centro, dove è situato l’altare barocco, realizzato da Antonio Bertola, che custodisce la Sacra Sindone.
La cupola è sicuramente l’elemento più ammaliante di questa opera. Il Guarino Guarini utilizza la struttura stessa della cupola come strumento con il quale creare un’illusione ottica: l’interno della cappella è rivestito da marmi scuri che diventano più chiari man mano che si sale creando in questo modo un’illusione di verticalismo. Ad aumentare tale effetto contribuiscono anche sei sistemi di archi sovrapposti, che occupano il cono centrale della cupola, i quali presentano un’altezza decrescente. Tale aspetto da luogo a un’illusione in cui la cupola pare allontanarsi. L’osservatore ottiene questa illusione perché il cervello si aspetterebbe che la distanza tra gli strati sia costante, ma in realtà essa diminuisce creando questo inganno ottico. All’interno della cappella è possibile riscontrare un l’utilizzo di materiali, figure e schemi che assumevano nella cultura barocca scopi simbolici ben definiti: i simboli impressi nei capitelli delle pareti delle scalinate fanno chiaro riferimento alla reliquia contenuta nella cappella. L’utilizzo delle linee curve e ondulate usate nella forma esterna della cappella come anche le stelle presenti sul pavimento e sulla sommità della cupola, hanno un carattere astrologico. Tutta l’opera architettonica fa riferimento al numero tre e ai suoi multipli. Nel tamburo che sorregge la cupola sono presenti sei finestroni, tre sono i gradini posti a sostegno della lanterna la quale è suddivisa in tre piccoli cilindri.


Bibliografia:

-Sciolla Giancarlo, Insegnare l'arte - 1990
-Varriano, J., Italian baroque and rococo architecture, New York, 1986.
-Meek, H.A., Guarino Guarini and his architecture, Yale University Press, New Haven and London, 1988
Per il libri in inglese abbiamo consultato versioni pdf e solo brevi paragrafi di approfondimento.