Nacque a Mondovì il 6 novembre 1672 dal capitano Francesco e da Bona Maria Ferrero. Dopo aver partecipato, nel 1693, come "Seconda Insegna", al'assedio della fortezza di S. Brigida e alla battaglia di Orbassano, dove ebbe conoscenza diretta di camminamenti e fortificazioni, ritornò agli studi sotto la guida dell'architetto Antonio Bertola. Conosciuto principalmente come architetto (progettò oltre 80 edifici in tutta la provincia di Cuneo), fu anche topografo, ingegnere militare e idraulico. Grazie al suo operato in molte delle città si ebbe una netta rinascita urbanistica. Gallo si mise in evidenza per la sua versatilità, a partire da una impronta iniziale tardo-manierista  tendente al barocco, manifestata nelle impostazioni spaziali delle opere. Il legame di amicizia della famiglia Gallo con il vescovo di Mondovì, Giovanni Battista Isnardi di Castello, fu fondamentale per la carriera dell’artista che operò in tale diocesi già a partire dal 1699. All'inizio del XVIII secolo risalgono i primi lavori eseguiti dal Gallo per il Santuario della Madonna di Vicoforte. Il 1710 fu un anno importante per la sua attività focalizzata sulla realizzazione della Chiesa per la Confraternita della Misericordia di Bene Vagienna, sui lavori per la parrocchiale di S. Ambrogio a Cuneo e nella edificazione della chiesa di S. Giuseppe (poi della “Misericordia”) commissionata dai Carmelitani Scalzi di Mondovì Piazza. A partire dal secondo decennio del Settecento l'attività del Gallo si fece sempre più intensa: nel 1712 ebbero inizio i lavori della nuova Chiesa Parrocchiale dei Ss. Pietro e Paolo a Sanfré e della Chiesa di S. Chiara a Mondovì Piazza, nella quale appaiono evidenti , ancora una volta, le risonanze barocche. Tra le opere eseguite dal Gallo nella seconda metà del settecento si ricordano la Chiesa Parrocchiale di S. Antonio Abate a Priero (1716), la Chiesa Parrocchiale dell'Assunta e S. Vitale di Busca (1717) e la chiesa dei domenicani (poi dell'Assunta) nel borgo maggiore di Garessio (1717).
Nei primi mesi del 1720, su richiesta del priore dell'abbazia di Staffarda, Francesco Gallo si recò a Saluzzo per progettare l'ospedale del quale con ogni probabilità si limitò a costruire solo una prima "manica" e nello stesso anno fu a Racconigi per il disegno della chiesa di S. Giovanni Battista. Nello stesso anno fu incaricato di studiare sistemi difensivi per i passi da sorvegliare nei pressi di Roccaforte. Nel corso del terzo decennio del secolo il Gallo eseguì numerosi interventi in diversi edifici del territorio tra cui la chiesa per la Confraternita dell'Annunziata di Busca il cui progetto ricevette l'apprezzamento di Filippo Juvarra. Su incarico del re Vittorio Amedeo II, nel 1726 l’architetto si recò a Roma per studiare gli acquedotti antichi e preparare il progetto per la condotta dalla valle del Sangone a Torino; tale progetto tuttavia non venne mai eseguito. Nel 1729 iniziò la costruzione della cupola elissoidale del santuario della Ss. Vergine di Mondovì a Vicoforte (iniziato alla fine del Cinquecento da Ascanio Vittozzi) che viene considerata la sua opera più significativa. Nel 1730 il Comune di Cuneo commissionò diversi lavori nei dintorni della città mentre l’architetto lavorava contemporaneamente anche a Torino. Nel 1734 venne firmata la convenzione per la fabbrica dell'Arciconfraternita di Ss. Maria e Caterina a Ceva e furono poste le fondamenta della chiesa di S. Filippo a Mondovì Breo. Al quinto decennio del secolo risalgono le ultime opere del Gallo: tra queste si ricordano il Palazzo del Seminario, l'Ospedale di S. Croce e la nuova Cattedrale a Mondovì Piazza, nonché la Chiesa Parrocchiale di S. Nicolao.  Francesco Gallo morì a Mondovì il 20 giugno 1750.

 

Le influenze stilistiche di Francesco Gallo nell’arte barocca piemontese

In Piemonte Ascanio Vitozzi (1539 - 1615) subentra al Negri di Sanfront nel Santuario di Mondovì e diffonde severi motivi classicheggianti, di ispirazione romana. Nel seicento, si delinea una corrente tardo-rinascimentale, una sorta di manierismo, con artisti come Carlo e Amedeo di Castellamonte. Figure di grande rilievo come il Guarino Guarini (1624 - 1683), condizionano quel gusto Barocco Piemontese grazie all’uso inconsueto di soluzioni strutturali e decorative ed una nuova interpretazione spaziale.
Il settecento è dominato dalla lezione dell’illustre architetto Filippo Juvarra (1678 - 1736) e in lui, la ricerca di quello che definiamo “Pura Forma”, raggiunge pieno compimento, egli abbandona il decorativismo Barocco, e diventa un riferimento per Bernardo Antonio Vittone (1704 - 1770), soprattutto per la concezione spaziale delle masse volumetriche. E’ In questa dimensione culturale che si forma l’architetto Francesco Gallo (1672-1750), che a metà del settecento raggiunge una posizione di rilievo nel territorio monregalese. Formatosi a Torino con Antonio Bertola, architetto militare e ingegnere. Francesco Gallo riflette un manierismo purificato e giunge al barocco avvertendo appena le limitate direttive artistiche del Bertola. Questo indirizzo al mestiere sicuro, conferì al Gallo una granitica preparazione tecnica, insieme ad una pratica consumata in architettura militare, usata nei più svariati settori dell’ingegneria. Lo stile del Gallo è caratterizzato da scarsa permeabilità ad influssi esteriori, che lo rende generico, impreciso e difficilmente individuabile. Questo insieme di elementi tradizionali costituiscono il più autentico filone, cui il Gallo attinge nel suo saldo formarsi. L’architetto è attratto come per istinto dalle forme più semplici, le scopre con cura e quasi le filtra, spianando ogni tumulto di membrature ed escludendo gli elementi che sente non più vitali. La buona fama raggiunta ne fa un professionista molto richiesto: il Gallo, con un le sue architetture diventano un costante insegnamento di armonia, dignità e decoro. Intorno al 1740 la produzione si va facendo più scarsa, e ha inoltre un ritorno alle forme piane: ad esempio nelle cimase delle finestre, le quali presentano un andamento proprio delle opere tarde. L’ornamentazione ripete gli stessi temi dal sobrio e saldo senso costruttivo per manifestare l’esigenza di chiarezza. I primi elementi di decorazione presentano delle qualità più architettoniche, questi elementi possono essere differenti tra di loro: ad esempio riguardo i portali delle chiese ne abbiamo alcuni in cui spicca la semplicità del mattone a vista e altri in cui il coronamento si fa più sinuoso fino a risultare un barocco appesantito e straripante. Caratteristica peculiare è il singolare equilibrio tra architettura e scultura decorativa.
Scarsi sono invece i contatti con i pittori, nonostante nelle chiese del Gallo si possono riscontrare molte opere pittoriche. In alcune chiese hanno operato decoratori e quadraturisti che non permisero, con la loro pittura, di ristabilire la fragile unità ambientale: prerogativa di poche chiese del Gallo, dove si instaura una piena armonia, fondata su esplicite consonanze. Non tutte le opere del Gallo hanno lo stesso livello artistico, nonostante ciò egli cercò di uniformarle ritornando su temi determinanti. Del Gallo si può dire che fosse più attratto dalla regola che dall’eccezione; questo però non costituisce un limite ma anzi a volte nasce dall’esigenza di ordine, di chiarezza e di equilibrio, la quale tende a moduli costanti di elementare ed armoniosa fattura.

 

Bibliografia

Nino Carboneri, L’architetto Francesco Gallo (1672-1750) - Società piemontese d’archeologia e di belle arti - IstItuto Grafico Bertello Borgo San Dalmazzo (Cuneo) 1954